Quote 13 Dec 3 notes
Mi facevi sentire viva quando io ero morta dentro. Ma ora sei andato via e sto morendo di nuovo. Tanto lo sapevo che da un momento a l’altro andavi via. Le cose belle finiscono sempre.
— (via giusyinlove)
Photo 11 Dec
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Photo 4 Dec 2,277 notes ildragoconalidoroecuorevermiglio:
“ #THE LINES PROJECT
Dal 15 al 20 dicembre ci disegneremo sei linee col pennarello.
Se ti autolesioni, sei depresso, ti senti giù, allora lo farai sul tuo polso sinistro.
Se supporti la causa allora lo farai sul...

ildragoconalidoroecuorevermiglio:

#THE LINES PROJECT
Dal 15 al 20 dicembre ci disegneremo sei linee col pennarello.
Se ti autolesioni, sei depresso, ti senti giù, allora lo farai sul tuo polso sinistro.
Se supporti la causa allora lo farai sul polso destro.
Le linee rappresentano milioni di vite perse a causa del suicidio.
Repostatelo per diffondere #thelinesproject per tutto il mondo.

Per favore, per favore fatelo tutti e diffondete la voce.
É importante.
Tutti, autolesionisti pesanti, autolesionisti leggeri, aspiranti suicidi, depressi, anoressici, bulimici o solo tristi, o anche solo gente felice a cui importi.
Non lasciateci morire in silenzio.

via .
Quote 4 Dec 614 notes
oggi ho trovato diari di una me bambina, infantile, sciocca… a sette anni scrivevo termini come ‘innamorata’ o ‘amore’ e al solo pensiero tremo dall’orrore.
a tredici parlavo di un vuoto dentro, di paura, scrivevo pagine e pagine all’amore, scrivevo a lui, chiedendogli dove fosse, di raggiungermi.
scrivevo di un paura che mi toglieva il respiro, paura di restare sola, di veder gli altri andare avanti, di non avere mai qualcuno accanto.
dichiaravo amore a chiunque ma non un amore sano, non era sano, non era da bambini nè da ragazzini ma neanche adulto… a tredici anni, a quattordici, i ragazzini che mi piacevano mi rispondevano tutti allo stesso modo, che non potevano stare con me, perché provavo, sentivo, troppo, più di loro.
spaventavo tutti.
in primo superiore sono caduta in depressione, niente scuola, non mi alzavo dal letto la mattina, nè il pomeriggio, nè mai, non parlavo, non uscivo da casa, non facevo nulla per paura di sbagliare tutto.
psicologi, psichiatri, medicine, pastiglie, gocce.
a essere sincera, credo che a me sia servito a poco… ne sono uscita perché volevo uscirne.
perché piano piano, con difficoltà e sacrifici, ho iniziato a capire e a cambiare e a crescere.
in secondo superiore ho stretto i denti, ho iniziato a fare amicizia con i compagni che avevo completamente ignorato il primo anno, sono ritornata in contatto con le mie migliori amiche che avevo allontanato ma che mi avevano sempre tenuta sotto controllo, in silenzio, da lontano.
mi sono spinta più in là, oltre la timidezza che non mi lasciava spazio, che mi impediva di conoscere, che mi faceva sentire handicappata.
mi sono aperta… con tutti.
e sopratutto con me.
era con me che dovevo aprirmi prima di aprirmi agli altri, con me che dovevo fare amicizia, con me che dovevo parlare, con me che dovevo buttar giù la timidezza, la paura, e abbracciarmi e volermi bene e accettarmi.
non so di preciso quando ho preso coscienza di me, quando mi sono presa per mano, mi sono capita, ho smesso di giudicarmi, di sentirmi in colpa per chi ero, per non essere come gli altri.
non so quando ho deciso che non devo essere come nessuno, che le parole degli altri potevano e possono solo scivolarmi addosso, non so quando ho deciso di accettare solo il buono di tutto, quando ho imparato a non ascoltare ciò che non va ascoltato.
sono arrivata in quinto superiore che ero un’altra, che i giudizi esterni ai miei li usavo solo per pulirmi il culo, che non mi sforzavo più di essere chi non ero.
ho un solo rimpianto, ed è quello di non essere mai riuscita a far vedere cos’ero in grado di fare a quelle quattro teste di cazzo messe lì a darmi dei voti dall’uno al dieci; rimpianto non per loro ma per me.
la cosa più sorprendente è che anche adesso a distanza di un anno sono ancora un’altra persona, nuova, diversa, più grande, più matura, più saggia.
quell’amore per il quale piangevo ogni sera, quel sentimento che cercavo in chiunque, non è più un’ossessione.
io so chi sono, quanto ho da dare, quanto so dare e quanto so amare ed è così sciocco ed egoista voler incanalare tutto questo verso un’unica persona quando posso darlo a chiunque. a tutti.
ed è questo che mi piace.
io mi piaccio.
mi piace che persona sono perché non ho più bisogno di nessuno accanto, perché basto io.
quel calore che volevo da altri, quell’aiuto, è arrivato da me quando ho capito che solo da me poteva arrivare, che solo io potevo aiutarmi a rimettermi in piedi.
Nelson Mandela diceva
“io sono il padrone del mio destino
io sono il capitano della mia anima”.
io, sono io.
le mani che mi servono sono alla fine delle mie braccia.
sono una forza della natura, sono l’organismo più complesso sulla terra, sono l’ottava meraviglia, sono muscoli e ossa e cellule e organi e apparati e tessuti, ho sangue che mi scorre dentro, un cuore e un cervello, sono fasci di muscoli e fantasia, sono forza e arte, sono ingegno e potenza.
respiro, penso, mi muovo, parlo, ogni minima parte di me ha un suo scopo, ha un suo senso, mi rende ciò che sono.
sono un miracolo.
sono inspiegabile.
sono irriproducibile.
io e anche voi.
gasatevi, siate pieni di voi, siate folli e affamati, diceva qualcuno.
mordete la vita, spingetevi oltre, rialzatevi, scuotete la terra dai vostri vestiti e continuare a mettere un piede dietro l’altro.
correte, ridete, piangete, ballate.
anche contemporaneamente!
dio, aprite gli occhi!
vedetevi davvero! per ciò che siete, non per ciò che credete di essere o per ciò che credono gli altri o per ciò che qualcuno vi impone o vi dice di essere.
leggete, i libri, le storie, i volti, le persone, la vita.
scrivete, di voi, di chi siete, di cosa volete.
costruite!
sentitevi, ascoltatevi dentro.
siete voi e nessun altro.
è l’unica strada, l’unica soluzione.
fate rivoluzione e lasciate che inizi da voi, da dentro.
cambiate idea, pareri, opinioni, gusti e pensieri.
conoscete, apritevi, imparate, abbiate sete di sapere e vedere e conoscere il possibile.
guardate oltre la punta del vostro naso, oltre voi, oltre i nostri problemi che a volte appaiono montagne quando sono solo dolci pendii.
cambiate prospettiva, punto di vista, osservatevi da fuori, dall’alto, lateralmente, sottosopra.
quando adesso - oggi - mi guarda indietro posso essere solo fiera di me.
di chi sono, di chi ero, di dove sono arrivata, di cos’ho fatto e di come l’ho fatto, di cosa ho affrontato.
e se guardo avanti sento solo la voglia di sapere cos’altro c’è.
bisogna capire che non siamo semplici sopravvissuti, siamo guerrieri e siamo più forti di tutto ciò che troveremo sul nostro cammino.
— 

unameravigliosacatastrofe (via unameravigliosacatastrofe)

bellissimo, brividi

(via nonscappareanchetu)

Photo 27 Nov 2 notes
Quote 27 Nov 14,959 notes
Mi chiedi se ho autostima? Io? Con questa faccia? Con questo fisico? Con la mia timidezza? Con il mio essere insicuro? Con questo carattere di merda? Hai sbagliato persona, senza dubbio.
Quote 21 Nov 59 notes
Io non sono forte.
Le persone forti sono quelle che ad ogni difficoltà si rialzano, a testa alta, che non hanno bisogno di persone al loro fianco perché ce la fanno benissimo da sole.
Le persone forti sono quelle che dopo ogni caduta sorridono, sono quelle che non piangono per una cazzata, per un cuore spezzato.
Le persone forti si affezionano difficilmente alle persone, non si illudono quando qualcuno le fa sentire importanti, ci vuole un po’ prima che succeda.
Sono quelle che hanno forza e coraggio da vendere, quelle che se ne strafregano dei giudizi della gente, di quello che pensano di loro.
Le persone forti sanno salvarsi da sole.
Io non sono come loro.
Io non sono forte.
— 

sentimientocontralarazon (via sentimientocontralarazon)

Non sono forte

(via giusyinlove)

Text 19 Nov VOGLIO RITORNARE INDIETRO E RIMANERA PICCOLA.

Ditemi perchè dobbiamo crescere?
É inutile,più cresciamo,più ci facciamo del male perchè iniziamo a capire che posto di merda è questo,mpariamo che essere tristi è più frequente di essere felice.
Pensa che da piccola non pensavo a come ero,non pensavo dello schifo che sono ora,non pensavo a litigare con nessuno anche perchè se avevi una discusione con un'altro bambino aggiustavi tutto con un bacino e andavi subito a giocare,ora invece c'è gente che sa solo sbranarsi avicenda.
Da piccoli nessuno ci giudicava anzi facevi tutte le cavolate che potevi fare ma venivi subito perdonata,eri piccola e non sapevi neanche cosa fai,dovevi pensare solo a giocare e non a tutto lo schfo che c'è ora o alla società di merda che c'è ora.

Photo 19 Nov

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